Obiettivi

Il progetto ha come obiettivo principale lo sviluppo di nuovi materiali, tecniche e metodologie finalizzate alla conservazione e al restauro dei siti archeologici sottomarini nel loro ambiente naturale, secondo criteri normalmente applicati al Patrimonio monumentale esistente sulla terra ferma. 

In particolare  il progetto si propone di definire nuovi materiali formulati mediante l’applicazione di nanoparticelle per la protezione e il consolidamento dei manufatti in ambiente marino. L’applicazione di nanomateriali risulta particolarmente innovativa visti gli innumerevoli vantaggi connessi al loro utilizzo ma anche al loro basso impatto ambientale. Di rilevante, importanza sono le loro caratteristiche prestazionali in termini di protezione del manufatto stesso che risulta essere un parametro innovativo nell’ambito della conservazione in mare dei beni culturali.

Gli interventi di conservazione o/e di restauro saranno eseguiti per mezzo di strumenti meccatronici realizzati ad-hoc che permetteranno lo studio dei reperti sommersi, nonché le operazioni di pulizia e consolidamento degli stessi. Si punterà anche all'integrazione di tali dispositivi su di un ROV che permetta di automatizzare le operazioni, lavorare in sicurezza e ridurre tempi e costi di esecuzione. Gli interventi saranno eseguiti in remoto grazie al supporto di dispositivi di di imaging 3D, i quali integreranno componenti ottiche ed acustiche, che permettono di operare anche in condizioni di scarsa visibilità.

Il progetto formativo associato al progetto di ricerca si propone l’approfondimento di tematiche relative al restauro di siti archeologici e manufatti situati in ambiente subacqueo fornendo strumenti critici e operativi immediatamente utilizzabili. Pertanto il progetto intende formare 9 tecnici di ricerca interessati a specializzarsi nel settore dell'archeologia marittima e subacquea per realizzare azioni di conservazione e restauro dei siti sommersi, o per divenire curatori di musei del mare e della navigazione e guide turistiche specializzate anche di parchi archeologici sommersi.